240. Castiglione, Baldassarre a Luigi XII, re di Francia

Blois (Francia), aprile 1512

[1] La comissione ch'io ho dal S.r D.ca mio sig.re si è de far intendere alla M.tà del Re come lui continuamente ha desiderato poterla servire, per esser nutrito da quella, et haverli infinite obligationi, max.e de la bona voluntà che mostrò quando el papa stava per morire, comettendo a Monsig.r de Namors che, bisognando, andasse con tutte le genti alla salvatione del stato suo.
[2] Però el S.r D.ca offerisse alla M.tà Sua, el stato, e la persona, e li amici, e supplicha a quella che se degni valersene; e voluntera li fa tal proferta, per esser li tempi de sorte, che Sua M.tà potrà facilmente far parangone de la bona servitù sua. [3] E spera far tal facione, che serà tanto a servitio de Sua M.tà quanto possa far niuno altro sig.r de Italia, per haver bonissima compagnia, et haver el stato fortissimo de sito, e d'homini, e confinare con fiorentini, che sono pur alla devotione del re, e con Perugia, de la quale è patrone Giohan Paulo Baglione, el quale è tanto servitor del S.r D.ca e così mal satisfatto dal papa, e da' venetiani, ch'el S.r D.ca se confida poterne disponere come vorà. [4] La terra in sé, è gagliarda, e possente. Da l'altra banda, è Cità de Castello, de la quale è pur patron Giohan Vitello, servitor del D.ca e valente, et ha bonissimo credito tra le genti d'arme. Del resto, confina da più canti col stato de la Chiesia, nel quale el S.r D.ca ha tanto credito, e tanti amici, che se crede facilmente poter far rivoltare Cesenna, Rimino e Phano. [5] El S.r D.ca faria subito quanti homini d'arme volesse la M.tà del re; e del stato suo, in dui dì quatromilia fanti, essendo paghati, e più. El stato poi nel reame di Napoli, fortissimo, el quale alle guerre passate sempre si è tenuto per francesi. [6] Li partiti particulari, seriano: se la M.tà del re facesse che li fiorentini si scoprisseno gagliardamente, per la vicinità se potriano far bone cose assai. In tal caso, el S.r D.ca voria havere ducento e cinquanta, o vero ducento homini d'arme, e tre milia fanti, che se cacciariano del stato. [7] E non voria mancho, per far factione de importantia, max.e per serare el passo a' spagnoli al reame di Napoli, che non ponno far altra via. Se li fiorentini non volessero scoprirsi, al mancho fossemo securi che non ce dessero travaglio alcuno. [8] In tal caso seria bono temptar de far fare novità a Roma: el Sig.r D.ca dal canto suo faria el possibile, ma non pò promettere cosa certa. Quando fosse stato in proposito de la M.tà del re lassar el S.r Bartholomeo d'Alviano con bone cautioni, haria potuto in questo operare assai.
[9] Quando li fiorentini non facesseno securo el S.r D.ca de non travagliarlo, mal si potria scoprir senza manifesta ruina, per essere el stato suo in meggio di quello de la Chiesia, e per essere le genti d'arme francese lontane, per soccorrerlo da li spagnoli. [10] E pur quando Sua M.tà volesse che si scoprisse, se faria, ma seria molto maior spesa, che non voria mancho de quatrocento homini d'arme; li quali però se fariano subito, e bonissimi, e cinque o sei milia fanti. [11] La provisione del S.r D.ca se rimette in arbitrio de la M.tà del re: ma che quella l'habbia in protectione come li altri suoi servitori, e manchando quello bisogno che ha adesso, li dia le cento lanze, con la pensione che parerà a sua M.tà, la quale dal S.r D.ca potrà pigliar quelle securezze, o de rocche, o d'altra sorte che li piacerà per le cose sopra dette: benché la servitù del patre pò far fede e testimonio, quale debba esser quella del figliolo. [12] Et in ogni caso, se intende che, facendo la M.tà del re, pace o tregua, o acordo de che sorte si sia, includa sempre el S.r D.ca.
[13] E perché la M.tà del re non pensasse ch'el S.r D.ca in questo caso si movesse legiermente, o senza causa, se li fa intendere ch'el S.r D.ca oltra la inclinatione naturale, per esser nutrito da la M.tà del re, e molti altri oblighi, li torti expressi che li ha fatti el papa da dui anni in qua, e le vergogne, lo sforzano a far questo: il che prima non li parea poter far con honor suo. [14] E p.o, da poi che se cominciò la guerra di Ferrara, el papa non ha mai cessato in publico, tante volte quante li è occorso, chiamarlo traditore, e minacciarlo de far morire vituperosamente, dicendo ch'el tenìa praticha con francesi: dil che tutti quelli sig.ri che sono in Italia, possono esser testimonij del contrario. [15] Appresso li condusse el D.ca de Termine locotenente sop.a di lui, con magior compagnia che non havea el D.ca. Et anchor dopoi li levò quasi la mità de la compagnia, né mai ge l'ha vogliuta rendere: e da otto mesi in qua non li ha vogliuto dare uno piciolo dinaro de la pension sua. [16] Quelle volte che ha fatto praticha de pace, con la M.tà del re, o con lo imperatore, mai non ha fatto mentione del S.r D.ca, né anchor con Spagnoli; et essendo alla morte, niuna demostratione li fece, altro che de malivolentia. Per la qual cosa li spagnoli, spenti da' Colonesi, ogni dì publicamente li minacciano nel stato, e ne la vita. [17] Al stato aspira el S.r Fabritio Colonna: et el papa già più volte ha ditto volergelo dare, e dogliutosi del D.ca che havea deliberato, quando noi eramo a Modena, se il papa moriva, aiutar li francesi al papato. Et ha ditto al S.r Fabritio Col. ch'el Duca lo facea per paura che havea di lui. [18] E poi li ha scritto molti brevi ignominiosi; et havendo el S.r D.ca scritto a M.a sua matre una littera, ne la quale dicea esser molto contento de non se esser trovato a questa retirata che haveano fatto li Spagnoli così vituperosamente, la lettera vene a ventura in mano del papa, e lui mandò subito per lo ambasciator de Spagna, e mostrògela.
[19] Per queste, e per molte altre cause, non havendo mai vogliuto Sua S.tà ch'el D.ca cavalchasse se non privatamente, e senza rendergli la compagnia che li havea tolta, el D.ca li dimandò licentia prima che se andasse a Bologna. E così è deliberato de non lo servir mai: e però s'è offerto alla M.tà del re, come ho ditto de sopra, e li sup.ca che lo voglia accettare, et expedirlo presto.

Minuta autografa. Mantova (MN), Archivio Privato Castiglioni, Manoscritti e Pergamene, Serie II (Casatico), busta 218, fascicolo I, cc. 1-2.