239. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), da 4 febbraio 1512 a 19 febbraio 1512

Mag.ca ac Generosa Domina et Mater honor. [1] A questi dì passati scrissi una mia alla M.V. per via de Christoforo da Asola; creddo che la sia pervenuta. Io per quella gli scrivea tra le altre cose che li manderia un giovane da Eugubio, el quale ho tolto a star meco, ma non lo posso tener qui. [2] E perché lui è intelligente, et ha bona praticha, harei a caro ch'el pigliasse la consuetudine lì de le facende che occorreno per casa, perché creddo che se ne potremo valere assai. Hora io lo mando, e lui è portatore di questa; e benché li tempi siano sinistri, pur l'ho misso alla ventura. Lui referirà alla M.V. lo esser nostro.
[3] Io (Dio gratia) mi trovo sano; vero è con pochi denari. Pur mi valerò spero de Christoforo nostro da Asola, essendo li camini così periculosi. [4] Q.to roncino che mena Camillo, è mio, e quanto più presto la M.V. troverà qualche persona discreta, e che non gli sia periculo, prego che la voglia remandarmelo: e fra tanto farli attendere bene, ch'el non vengha poi desfatto. Ho comisso poi a Camillo, che dica molte cose alla M.V.: de tutte la prego a prestargli fede.
Altro per hora non mi occorre, se non che a quella sempre mi raco.do.
In Urbino, a dì 4 de Febraro MDXIJ.
De V. M.
Obe. Fi.
Bal. Casti.

[5] Dopoi scritta questa ho inteso per una de la M.V. le lettere che mandò Christoforo non esser pervenute: che me despiace assai. El mio poletro morto, suo danno.
[6] De quella praticha di Modena, non mi despiaceria, ma voria vedere un poco dove caschano queste cose così travagliate: sì che si potria darli qualche intentione, ma sospesa. Harò caro intendere se le mie lettere che portò el Messaia, sono arivate.
[7] Questo mio ha nome Camillo. Vorei che la M.V. li facesse fare un giuppone come è lì, e li ordinasse che non li manchasse cosa alchuna per el suo vestire, e scarpe, etc. Lui ha praticha, max.e de merchantare grani.
[8] Alla M.V. sempre mi racomando. Lui dirà a bocha. El roncino che lui mena, non mi curo che se rimandi fin ch'io non lo scrivo.
In Urbino, a dì 19 de Febraro MDXIJ.

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‹Mag.›cae ac Generosae Dominae Aluisiae de Castiliono, Matri suae honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 242.