237. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 22 dicembre 1511

Mag.ca ac Generosa Domina et Mater honor. [1] Questa sera da M. Ag.no nostro ho recevuto una lettera de V. M. insieme cum ciò che la mi scrive. Il tutto mi è stato char.mo, in spetie li denari, che non poteano venire più a tempo; ma secondo che così adesso li ho visti, mi parono picole‹tt›i, e qui tra noi se ne perde assai, quando non sono de peso.
[2] Lui mi ha poi parlato a bocha de quella cosa nostra, e fattomi intendere una cosa ch'io non pensava giamai che potesse essere, ritrovandosi la cosa in quelli termini, che si ritrovava. Et in effetto, non posso dire che non ne habbia sentito despiacere assai per molti conti, havendo già stabilito l'animo, dove l'havevo. [3] Patentia; questa è pur sorte. Mi pesa anchor che forsi quelli gentilhomini, non pensarano forsi ch'el difetto venga in tutto d'onde viene; sì che prego la M.V. a far ogni diligentia aciò che siano ben chiari, che a me me ne doglia insino a l'anima. Dio ce governi lui.
[4] Vero è ch'io veddo gran flagello sop.a quella cità, et in spetie a quella povera casa. Mancho male anchor è stato ch'el S.r nostro, habbia pur mostrato d'havermi in parte per quello servitore ch'io li sono. Hor di questo non dirò più: noi non sapemo qual sia né 'l bene né il mal nostro.
[5] Creddo che la M.V. habbia hauto un'altra mia de man propria dal Rosso cavallar nostro. Io son qui ad Urbino, ogni dì con qualche guadagno circa la restauratione mia, excepto che non posso dormire: el gusto mi è assai ben tornato, le forze anchor no, max.e ne le gambe.
Alla M.V. sempre mi raco.do et a tutti li nostri. A M.a Polisenna non scrivo perché non posso più.
In Urbino, a dì XXIJ de X.bre MDXJ.
De V. M.
Ob. Fi.
B. C. ||

Mag.ce ac Generose Domine Aluisie de Castiliono, Matri suae honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 240.