236. Castiglione, Baldassarre a Strozzi, Tommaso

Senigallia (AN), 6 novembre 1511

Mag.co M. Thomasso, Fratello honor. [1] Io ho hauto grand.mo fastidio intendendo per la vostra lettera come M.a nostra matre si dole di me: la qual cosa Dio sa quanto iniustamente, e quanto è l'animo mio ad ubidirla sempre.
[2] La causa de la tardità mia non la scrissi per Pedrone; hora la scrivo a voi, per non dar tanto fastidio a lei di legerla. Fatigelo intendere mostrandogela o a bocha come vi pare. [3] Vi prego anchor che la mostrati al Mag.co M. Giohanpietro nostro, et a M.a Polisenna, e poi tutti insieme siati a pregarla che la non voglia che per questi pochi dì, me ruini col S.r D.ca che certo non è in proposito, come difusamente scrivo a lei; tanto più essendo la cosa in termine ch'io creddo che la non possi tornare adrieto.
Vi prego di gratia che subito andati fora a lei a far questo effetto, et anchor faciati che subito mi si spazzi un messo per aviso come la sta: ch'io ho l'animo tanto travagliato quanto dir si pò.
In Senogalia, a dì 6 de 9.bre MDXJ.
Vostro fra.
B. C.

[4] Dapoi che cominciorno queste guerre, el Papa ha sempre pensato e ditto ch'el Duca non solamente non facea contra el Duca de Ferrara e li francesi quello che potea, ma ch'el se intendea con loro, e che l'era un traditore e ch'el lo faria squartare, e tal parole. E mille volte le ha replichate, et anchor adesso più che mai le dice. [5] Et havendo hora a far la impresa de Bologna, ha levato sesanta homini d'arme al duca de Urbino, de la sua compagnia vecchia, et ha condotto el Duca de Termine con ducento homini d'arme di condotta, cavalli legieri e provisionati, e titulo de locotenente, el quale è maior che Capitanio. [6] Di modo che, cavalchando insieme, el D.ca de Urbino haria da star sotto el D.ca de Termine: la qual cosa Sua Ex.tia è deliberato prima de morir che comportarlo, per mille respetti che seria longo a dire.
[7] El S.r D.ca nostro ha cerchato sempre, e cercha tuttavia de levare questa mala impressione al papa che l'ha di lui, e iustificarsi de la innocentia sua, parendoli che questa via sia per reintegrarlo ne la gratia de sua S.tà, e così non lassa niun mezzo per levarli questa fantasia e suspicione.
[8] El Papa ha molte volte hauto a dire ch'io era quello mezzo che usava el Duca con li francesi, perché li fu data questa impresione da chi mi volea (creddo) poco bene: che fu el Co. Zo. Francescho da la Mirandula. [9] El papa se li confirmò, essendo io andato a Parma a condurre el Capitan Peralta, che Dio li perdoni, per havermi fatto quelli S.ri francesi grand.me carezze et honore, tanto ch'el papa disse un giorno al vescovo de Tricharico, ch'el sapea de certo che io ero stato a Mantua, quando Gurgensis li venne, per far praticha anchor con lui pur per cunto de' francesi. [10] Né mai fu possibile che volesse descrederlo, fin ch'el vescovo non li fece far testimonio per tre o quatro, ch'io non potevo andare a Mantua.
[11] Essendo adonche le cose in questi termini, alla venuta de Pedrone io richiesi licentia al S.r D.ca de venir in Lombardia, el quale, per star ne la praticha che ho ditta di sop.a, de levar el Papa d'ogni suspicione, non me la volse concedere, e pregòmi aspettar tanto ch'el papa risolvesse ciò ch'el volea far di lui: che indubitatamente, s'el papa havesse presentito questa mia andata, non li haria levato de testa tutto el mondo ch'io non fosse andato per fare que‹lla› praticha dal canto di là. [12] E la cosa del S.r D.ca col papa stava, et anchor sta, per resolversi d'hora in hora; e speramo che se li pigli bono assetto. [13] A me parve che questa causa fosse assai ragionevole, e di momento, né anchor mi parea bene buttar via la servitù di tanti anni, e specialmente in questi tempi, ne li quali s'el se mi ha qualche poco de rispetto, so che è per cunto del S.r D.ca. Tanto più non interrompendo questo la cosa nostra, la quale tengho per fatta e stabilita: che dapo' che è conchiusa, a me non pare di tanta importantia, l'esser pochi dì prima, o pochi dì poi.
[14] Questa è stata la causa del tardare, la quale prego la M.V. non voglia atribuire al mio non farlo voluntieri. Hora io sono qui a Senegalia, e quanto più presto potrò haver licentia dal S.r D.ca me ne virò. El S.r D.ca se aspetta dimane qui; che essendo io andato a Phano per assettar certe diferentie, ho trovato Sua Ex.tia esser ito a S.ta Maria de Loreto.

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Al Mag.co Cavalliero e mio honor Fratello M. Thomasso Strozza


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 237-239.