233. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 13 ottobre 1511

Mag.ca ac Generosa Domina et Mater honor. [1] Da Pedron ho hauto una lettera de la M.V., la quale non mi è stata mancho cara che li cinquanta duccati, li quali io ho pur hauti secondo che la mi scrive. La causa è stata perché Haniballe figliolo de M. Amato che a questi dì fu qui, me disse che la M.V. era amalata: il che io non li cresi. [2] Dopoi è venuto dui dì p.a de Pedron, un famiglio de Tadeo da la Mirandula, el quale afermava la M.V. haver gran male, et havermi fatto scrivere una lettera per lui, la quale lui havea persa. Sì che io stavo in grand.mo fastidio, e se Pedron non veniva, io in ogni modo mandavo uno fin lì. Lodato sia nostro S.r Dio, de la sanità.
[3] A me non è parso mandar el mulatero per adesso con Pedron, per li respetti ch'io dirò poi a V. M. Più presto che mi sia possibile metteròmi in camino verso là, et inanti di me dui dì, manderò uno con le lettere a M. Ptholomeo. [4] Li respetti che mi tengono de non mettermi in via così adesso in questo punto, sono ragionevolissimi, e non da scrivere. Basta ch'io mi sforcerò venire presto, quanto più potrò, che desidero estremamente finir questa nostra praticha, la quale però io tengo per finita; benché se la M.V. se racorda bene, al principio fu fatto nome di maior dota. Pur per questo non se stia.
[5] Maravìgliomi bene che facciano tanta dificultà de tener la cosa un poco secreta: che in fine quando la cosa è stabilita a parole di fede, non so che importantia sia el publicharla un poco prima, o poco più tardo. Io vorei voluntieri che la se tenesse così fin alla venuta mia, per quella ragione ch'io scrissi alla M.V. Pur, s'el ce corresse periculo, la qual cosa non posso pensare, faccia lei ciò che li pare.
[6] M. Evangelista Pelegrini ha hauto quella sua tela, sì che la M.V. non se ne pigli mo' affanno. Non scriverò più a longo, con animo de satisfar presto a boccha, se non alla M.V. continue mi raco.do, pregandola a procurar de resanarsi bene, e guardarsi, max.e per questi tempi così varij.
[7] Queste Madame tutte se racomandano a V. M., e stanno bene. M. Emilia molte volte mi ha dimandato del conto de quella sua tela, perché mi pare che la M.V. non ge ne scrisse niente a lei. [8] Io non ge lo ho saputo dire, perché in Roma mi venne quella lettera, dove ne era fatto mentione, et io dopoi la ho smarito, e non mi si racorda. Se la M.V. havesse presto via de replicharmelo, io mi farei dar li danari.
Di novo a V. M. continue mi raco.do.
In Urbino, a dì XIIJ de octobre MDXJ.
De V. M.
Ob. Fi.
B. Casti. ||

‹Mag.cae› ac Generosae Dominae Aluisiae de Castiliono, Matri suae honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 232-233.