232. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 27 settembre 1511

Mag.ca ac Generosa Domina et Mater honor. [1] Nui siamo tornati Dio gratia sani da Roma, con la rebeniditione, e reintegratione nel stato de lo Ill.mo S.r nostro, havendo però passato infiniti fastidij e travagli quanto si possa dire, max.e per la infirmità gravissima de Nostro S.re, el quale si pò dire che sia liberato per miraculo, e per salute del S.r D.ca e de la Chiesa de Dio. [2] Che se la morte lo toglieva, non era senza periculo del stato e de la persona del D.ca e de noi altri, e travaglio del collegio: tanti travagli erano apparechiati. Dio sia laudato.
[3] Io essendo in Roma, scrissi una lettera alla M.V. per un cavallaro marchionale: non so se la sia pervenuta. In questa io pregava la M.V. che volesse farmi provisione de cinquanta duccati, per satisfare ad alcuni mei debiti, che pur mi è occorso per la mala sorte hauta quest'anno, di fare. [4] Per tanto la ripregho di novo a volermi satisfar di questo, e mandarmeli subito: ch'io hauti che li habbia mi metterò in camino per vegnir in quelle bande. Fra tanto io me ne andarò alla nostra Donna de Loreto, alla quale sono obligato per voto.
[5] Altro non mi occorre per hora che scrivere, tanto più che la mano è molto straccha, che avegna ch'io con essa scriva, pur la ho molto debile, e vaddo megliorando molto a bel aggio.
Alla M.V. continue mi ra.co.do, et a tutti li nostri.
In Urbino, a dì 27 de 7.bre MDXJ.
De V. M.
Ob. Fi.
B. Casti. ||

‹Mag.›cae ac Generosae Dominae Aluisiae de Castiliono, Matri suae honoran. etc.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 231.