23. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Forlì (FC), 1 settembre 1504

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] Ho visto quanto me scrive la M.V. per Sebastiano, la negligentia del quale ad altro che a lui non ho ascritta: di questo non più. Ho visto anchor la copia del instrumento, et el tutto notato, avegna che anchor a principio, io l'havesse notato, et in memoria. [2] E per non excusarmi altramente, quando nui parlassimo insieme, ciò è la M.V. e lui, et io, a me parve de intendere cussì, che queste cose fosser sue libere: el boscho in godimento, per la provision sua passata, la quale egli non havea hauta, le terre d'Antonio da Mantua credo che fossero o quatro o cinque biolche: nui n'havessimo in contracambio due de prati. [3] Lo avanzo seria, due, o tre, quando valesseno tanto come li prati; el casamento poi e la valle, io facevo conto ch'el non valesse mai più de: cento e cinquanta duccati. El credito suo, al conto sopra parlato, seria pur stato più: per non viver in fastidio, a me era parso mancho male far cussì, et uscirne una volta. Niente di meno, se altramente pare a la M.V. io gli scriverò, e farò tutto quello che lei mi comandarà.
[4] Vero è che essendo mo' fatto lo instrumento, autenticho, credo che da la più parte a nui seria datto el torto, et incolpati de legierezza. Niente di meno, la M.V. mi avisi ciò che vole ch'io facia. Havendose atachare, seria pur bono atacharsi al dovere: de questa casa parmi che meritamente potiamo e cum ragione parlarne. A quest'hora credo che la M.V. habia vista la lettera mia, a lui scritta. Non più di questo.
[5] El cavallo è gionto sano e salvo, e non ha temuta faticha. Quell'altro pezzato, prego la M.V. che racordi spesso a Carletto che gli habia bona cura, e ch'el si governi bene. Piacemi che le nostre paiolate stiano bene. Despiacemi che la febre quartana, e tertiana habia cussì fieramente assaliti li nostri.
[6] Io sto bene del mio pede, et ogni dì meglioro pur qualche cosa. Fra tre dì, credo andaremo a la volta d'Urbino. Quando venirà in queste contrade qualchuno da Mantua, mi seria caro che la M.V. mi mandasse alquanti pezzi de cervelato, perché mi sanno boni.
A la M.V. sempre mi racomando, e la conforto a star di bona voglia; a tutti li nostri, in specie a sor Laura. M. Cesare e 'l Conte Lud. se racomandano a la M.V.
Forlivij, primo septembris MDIIIJ.
Di V. M.
Ob. Fi.
Bald. Casti. ||

Mac.ce ac generose Domine Aluisie de Castigliono, Matri sue honor. Mantuae


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 12.