216. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Finale Emilia (MO), 9 aprile 1511

Mag.ca ac Generosa Domina et Mater honor. [1] Mando Smiraldo alla M.V., pregandola che la mi voglia mandare el panno beretino e tanè ch'io a questi dì li ho dimandato, el quale vorei che fosse così: per dui sai, l'uno per una persona come è quella de Smiraldo, che è per el mio cancelliero; l'altro un poco minore, che è per el mio ragazzo. [2] A Smiraldo anchor ne bisognaria uno, e panno per tre para de c‹a›lce, con la fodra, et pignolà biancho, per far un zuppone a Zanpedro. Questo bisogneria adesso, perché costoro sono strazatissimi.
[3] Appresso, Smiraldo mi ha dato sei duccati d'oro larghi, li quali lui havea hauti da un suo fratello che è qui in campo, con animo ch'io ge li facesse remettere a Mantua; la M.V. potrà promettergli de dargeli. Io scrissi alla M.V. de un poco de biava: la prego de gratia, a far quanto li avisai, perché qui semo in extrema necessità, et ‹h›avemo mangiato fino alla terra.
[4] Per un de Matheo da la Brancha, ho recevuto una lettera de la M.V. pur hozzi. Christoforo mi parlò de quello cavallo per le nostre cavalle, e per quanto lui me lo disegna, el seria a proposito assai. Pur per comprarlo, el non haria da esser vechio, che s'el servisse per poco tempo, seria mala spesa. Di questo ne ho parlato, e comesso a Smiraldo.
[5] M.a Polisenna me scrisse l'altro dì per certe sue bestie che li erano stato tolte. Io ho pur fatto tanto che creddo li serano restituite in bona parte, o tutte. Mira‹colo› è ben stato, che sono venuti otto dì dipoi che le gli foron tolte. [6] Tra queste, è un cavallo, qual mi pare intendere che sia guasto: forsi ch'el seria a proposito. Circa la cosa de Matheo, lui ha inteso el tutto. Farà mo' c‹i›ò che li parerà meglio.
[7] De la cosa de Casatico, la M.V. pò esser certa ch'io li penso sempre; ma la difficultà è che bisogna haver u‹n› beneficio, e questo bisogna che vachi, e che Nostro S. se trovi in tempera de darmelo. Io non mancherò: ben prego la M.V., ‹de non› ne parlare con persona del mondo, che se la non reusisse poi, mi pareria esser scornato.
Non mi occorre altro che dire, se non che alla M.V. sempre mi raco.do, e prègola che la mi avisi se mai più el Gattino li ha parlato de quella cosa. Di novo me li raco.do.
Nel Finale, a dì IX de Aprile MDXJ.
Quelli saioni, io voglio che siano sfodrati, e con meggie maniche.
De V. M.
Ob. Fi.
B. C.

‹Mag.ce› ac Generose Domine Aluisiae de Castiliono, Matri sue honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 213.