211. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Finale Emilia (MO), 20 marzo 1511

Mag.ca ac Generosa Domina et Mater honor. [1] Questa sera ho hauto una de V. M., e credo che lei anchor n'habbia hauto un'altra mia, e con essa una del Co. Chimento, la quale io li ho fatta scrivere a suo patre: lui sta bene, e certamente se farà un homo da bene, et è in bona gratia del S.r D.ca. Quanto la M.V. el potrà far intendere a suo patre.
[2] El Vescovo de Tricharico non è qui, però io non li posso far la ambasciata ch'el scriva a M.a sua matre; ma lui è così fatto vescovo come era seculare, ciò è scarso de lettere. El mal mio è poco, e non de importantia: una certa reschaldatione de rene; pur io mi sono guardato da armarme, che quello gli è assai contrario.
[3] Ciò che si pò scrivere de li nostri campi, mi pare tropo palese; siamo assai vicini, et ognun se guarda li fianchi al meglio che si pò. Stiamo al Finale, al Bondeno, a Massa; loro a la Stellata, a Sermeto, e lì vicini. [4] El papa mostra haver voglia de ogni modo pigliar la Bastia; pur tutti pensamo che gran cose dependino da questi consigli de Mantua. Noi havemo carestia de ogni cosa, che hormai dovressimo haver mangiato la terra, e non desideramo altro che far un fatto d'arme, per uscir de queste pene.
[5] Perché tutti li mei puti, et io anchor siamo strazati, per la longa vigilia, voria che la M.V. me facesse trovar lì a Mantua un poco de panno beretino e tanè per far certi saioni a questoro; e poi la M.V. mi potrà avisare, et io li farò intendere quanto me ne bisognerà.
Et io vorei raso beretino per un giupone, e quelli pochi denaretti ch'io ho scritto a V. M. per Zo. Maria, alla quale continue mi raco.do. Nel Finale, a dì XX de Marzo MDXJ.
La M.V. ordeni a Christoforo che cavalchi el cavallo, e me avisi come el va.
De V. M.
O. Fi.
B. C. ||

‹Mag.cae› ac Generosae dominae Aluisiae de Castiliono matri suae honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 208.