209. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Finale Emilia (MO), 14 marzo 1511

Mag.ca ac Generosa Domina et Mater honor. [1] Avegna ch'io non habbia messo, scrivo queste poche parole alla ventura, et anchor perché resposi molto breve alla sua portata per M. Cesare, tanto che non li tochai di quella praticha di M.a Alda, la quale in effetto non me finisce de satisfare, a respetto alle passate: che dopoi che siamo stati fin qui, non vorei che dessimo in niente. [2] Quell'altra del Gatino me piaceria molto più, e la causa ch'io non la cavai, fu per non havere tempo. Ma per quanto comprhesi, lui havea ogni modo qualche cosetta alle mani de consentimento de la parte. Questi travagli de guerra potriano esser contrarij a questa cosa, et anchor potriano essere a proposito. Dio la governi lui.
[3] Scrivo la qui alligata a M. Gaspar da la Fiera, perché el mottivo de Carlo comprhendo che sia nato da lui, e lui mi ha scritto una lettera del modo che li pareria ch'io havesse a tenere, et a me pare assai bon modo.
[4] La M.V. faccia intendere a Cristoforo che attenda bene al mio cavallo, e che lo cavalchi ogni dì, ch'io manderò presto per esso.
[5] Nui siamo sani Dio gratia. Desidero sommamente intendere bon progresso del Mag.co M. Zo. Pietro: che Dio li doni sanità. Io mi sono sentito un poco male, tanto che sono stato quatro o cinque dì in casa, e sonomi un poco medecinato; creddo che non serà niente.
Io mi raco.do alla M.V., pregandola mi raco.di a tutti li nostri, e cridar a M. Thomasso perch'el non scrive mai.
Nel Finale, a dì XIIIJ MDXJ.
De V. M.
Ob. Fi.
B. Casti. ||

‹Mag.ce› ac Generose domine Aluisiae de Castiliono, Matri suae honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 201.