207. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Finale Emilia (MO), 27 febbraio 1511

Mag.ca ac Generosa Domina et Mater honor. [1] Hozzi ho recevuto una de V. M., alla quale non farò resposta particulare a tutte le parti. Io scrivea ne l'altra mia che non acaschava resposta per el zupon de Smiraldo, perché essendo lui a Mantua, e vedendolo V. M. indosso, potea esser chiara ch'el lo havea hauto. [2] Dissi anchor non bisognare resposta de li mattarazetti de Car.le de Aragona, perché io già havevo risposto, molti dì sono, che si erano hauti; quelli fornimenti de la balestra, sonomi venuti dopoi ch'io scrissi quella lettera. [3] Circa le cose de Evangelista, a me pare ch'el non sarà male veder con destrezza haverne mancho danno che si pò, che in effetto l'è uno de quelli homini che non mi piaceno, né per cunto suo, né di suo patre; di sua matre sì, e per rispetto suo li vorei fare ogni apiacere. Denari per cunto del mulo non mi pare che se ge ne habbiano da dar più per niente.
[4] Circa alla mia cathena, io ho scritto a quello giudeo che l'ha ne le mani: creddo ch'el aspettarà ogni modo un mio messo. Io vorei mandargelo prestissimo. Li denari non vorei che andassero in man de Pagano, perché portandoli lui ad Urbino, non saperia ciò che se ne far poi. [5] Io vorei che la M.V. me li mandasse qui, per M. Cesare, che subito ch'io li abbia, manderò per la cathena. L'è vero che quelli trenta ducati che diedi a Spagnolo, vanno in questo cunto, ma sop.a la cathena erano cento e dodese, e poi l'usura: facio cunto che serano circa cento. Circa questo non dirò altro.
[6] Vorei che la M.V. mi mandasse un bacilo da barbiero, che me ne occorre mille volte gran bisogno.
[7] Nui siamo Dio gratia sani, excetto ch'io ho un poco de fredore in la gola: spero non serà niente.
[8] Desidero de intendere come sta el mio cavallo, e se è più così focoso come era, e quanto io potrò stare a mandar per esso.
Altro non mi occorre, se non che alla M.V. mi raco.do e tutti li nostri. Nui havemo un certo nostro parente che è più matto che un cane, che me ha scritto una lettera con una inclusa al papa, dove lo prega che li voglia dare un beneficio per un suo figliolo, e se sottoscrive Consiliarius Ducis Mediolani - el D.ca è morto -, e me prega ch'io voglia ogni modo dar questa lettera al Papa. Nel Finale, a dì XXVIJ de Febraro MDXJ.
De V. M.
Ob. F.
B. C.

‹Mag.c›e ac Generose Domine Aluisiae de Casti‹lion›o, Matri sue honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 205.