206. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Finale Emilia (MO), 18 febbraio 1511

Mag.ca ac Generosa Domina et Mater honor. [1] Da Smiraldo, e da un altro messo ho recevuto tre lettere de la M.V. ne le quale, per essercene una vechia, son molte cose dove non accadde più resposta, come el giupon de Smiraldo, li mattarazetti de monsig.r de Aragona. [2] El gindaglio de la balestra, né le gavette de corda, non ho mai hauto. Del mulo de Evangelista, io non sono venuto a particularitate alchuna con lui, perché pensavo de dargli un qualche mulo de la sorte che era il suo. Pur, quando el se gli havesse a pagare, pagandolo per 15 o 16 duccati d'oro seria benissimo pagato. [3] Ma io non vorei adesso che la M.V. se levasse denari de mano, tanto più che me dubito che ogni modo per quello la spesa de Evangelista non cessaria. Pur la M.V. faccia con la prudentia sua al meglio che la pò, e vedda ogni modo de alegierirsene.
[4] Adesso mi occorre un bisogno al quale è forza de remediare, e questo è che colui che ha la mia cathena, me ha scritto ch'el non la pò tener più, e che s'io non li provedo presto, ciò è per tutto questo mese, che la darà via. S'io li fosse più vicino pensarei ben de poterlo far soprasedere, ma stando così mi dubito, e non vorei per niente perderla, che me rincresceria, troppo. [5] El costo si è cento duccati d'oro: sì che prego la M.V. che la voglia veder se gli è possibile richavarli dal canto di là, senza impegnare, che di qua non c'è ordine alcuno: e quanto più presto fosse possibile. Io ho scritto a costui per veder de farlo soprasedere ognimodo qualche dì. [6] So che la M.V. farà el possibile, senza ch'io la astringa più, che in effetto ho questa cosa assai a core. Expedita che la sia, io mi trovo con pochi debiti dal canto di qua, e ne faccio questa instantia, perché non vorei che me li intervenisse sinistro. Non dirò altro, se non che a M.V. e tutti li nostri mi raco.do.
[7] Carlo da Castilione mi ha scritto, dandomi certi bon racordi: l'uno è de franchar Casaticho senza danari, l'altro de far el priorato de Marcharia nostro iuspatronato. Io li scrivo la qui alligata ringratiandolo, e seria una bona cosa el poterlo fare.
[8] Io sono restato molto di mala voglia intendendo la richaduta de M. Zo. Pietro: Dio li dia gratia de liberarsi, perché non seria già el bisogno de molti, che altramente intervenisse. Che Dio no 'l voglia.
Alla M.V. mi raco.do et a tutti li nostri.
Nel Finale, a dì 18 de Febraro MDXJ.
Nui siamo sani Dio gratia e con bon animo e speranza contra li nostri inimici.
De V. M.
Ob. Fi.
B. Casti.

‹Mag.›ce ac generose Domine Aluisiae de ‹Cas›tiliono Matri sue honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 204.