19. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Cesena (FC), 7 luglio 1504

Mag.ca ac generosa Domina et Mater hono. [1] Se prima havessi hauto messo, prima harei scritto a la M.V. perché sono certo che la desidera sapere di me. Cussì gli facio intendere come zobia passata, che fu a quatro del presente, gionsi qui a Cesena a disnare: sano per la Dio gratia, e basai la mano al Sig.r Duca, el qual mi fece molte e molte carecie, e trovai M. Cesare, e 'l Co. Ludovico sanissimi, e di bona voglia.
[2] La sera andando al mio alogiamento me interviene un poco de sinistro: che la mula mia per desgratia, mi cadde adosso, in modo che mi mossi un poco un pede. Ma non è stato tropo gran male, che è stato raconcio diligentemente. [3] E cussì, per mia disgratia sono restato in letto, e adesso in letto scrivo. Di questo la M.V. intenderà diffusamente da Benedetto portator di questa, come per la Dio gratia non ho più male.
Di novo qui non havemo niente, se non che speramo presto haver la roccha de Furlì.
[4] E perché presto fa‹r›imo la mostra, io vorei pur fini‹re› quelle poche cosette che mi manchano. Per tanto vorei che la M. Vostra facesse sollicitare, maestro Bernardino armarolo, per quella mia celata: e non havendo lui hauto veluto, per fornirla, prego quella che voglia sub‹ito› fargelo dare, e s‹i›a negro. [5] E perch'el mi è forza anchor havere una lanza, maestro Raphaello depintore ha la mia bella ne le mani: prego la M.V. che voglia fare che subito el la dora. Vorei che la fosse tutta dorata, e brunita, cussì senza divisa alcuna: poi al fondo, e cussì apresso el ferro, che la havesse de la franza de seda bella come paresse a la M.V.
[6] E perché serà lì presto, fra dui dì uno de' nostri, qual tornerà subito indrieto, in nave, harei caro ch'el p‹ortass›e queste cose: per‹ò› harei caro che la ‹M.V.› le facesse subito expedire. Prego anchor la M.V. che mi voglia mandare quelle sopraveste di brochato d'oro vechio, perché le adoperarò anchor loro. [7] Item vorei vinti braza de corda de seda biancha larga: in questa Cesena, non c'è che Dio l'impichi; se ge ne fosse, non darei già questo fastidio a la M.V.
[8] Ho datto anchor alcune comissioni al Valente: la M.V. ‹s'e›l bisogn‹a› non gli manch‹i› de quello, ch'el gli dimandasse. Quello ch'io ho ditto che venirà in là fra u‹n› ‹d›ì, o dui, si è Spagnolo de M. Cesare nostro. [9] Prego la M.V. li facia dare quelle due sele da giostra che sono ne la mia guardaroba: ‹e› far pregare M. Francescho da Bagno che mi voglia prestare anchor […] .

Missiva autografa. Bergamo (BG), Biblioteca Civica Angelo Mai, Sezione Manoscritti, 67 R. 5.