177. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Bologna (BO), 8 giugno 1510

Mag.ca ac Generosa Domina et Mater honor. [1] A questi dì incontrai Bindo appresso Urbino quando venivamo in qua, a un miglio: el quale havea fallato li nostri per via, che erano venuti inanti. E perché quello cavallo ch'el menava a mano era molto stracho, et anchor lui desiderava andar a vedere la sua diletta, lo lassai andare. [2] E credo presto se spartiremo, per questa causa: che lui non ha più el core a servire, se non a questa bestia. Quelle robbe andorno tutte ad Urbino come doveano. La lettera che mi portò Fabritio, venne più tarda che quella de Bindo. Io non ho p.a resposto, per esser in camino.
[3] Dopoi che sono stato qui a Bologna, M. Cesare nostro è stato de dì in dì per venire: pur fin qui non s'è potuto partire. Et io vedendo che questa resolutione era de qualche importantia, ho spazato Smiraldo a posta, con questa, per far intendere alla M.V. l'animo mio esser de concludere circa questo partito de li Borromei. [4] E benché per li ragionamenti hauti insieme, quella potea quasi esserne certa, pur anchor adesso la certifico meglio: che in effetto niuna cosa mi facea soprasedere, se non le difficultà, che essi mettevano. [5] Essendosi mosso M. Vesconte da sé, parmi che non habbiamo, da retirarsi: sì che io metto la conclusione in collo alla M.V. et al Mag.co M. Zo. Petro, né mi curerò de veder altramente la cosa, essendo certificato da persona a chi dago fede come è M.a Neaera, de la età, e de la bellezza. [6] Circa le particularitati de la dote, la M.V. se governi con la prudentia sua, e con più vantaggio nostro che si pò. Certa cosa è ch'el bisognerà spendere qualche ducati in questo principio: e se loro non ce ne danno, mal potressimo farlo.
[7] Circa quelle possessioni de Burbasso, io crederei che li denari fossero più in proposito per liberarci da li debiti, salvo s'el merchato non fosse di sorte, che fosse molto avantazoso per nui. Pur il tutto rimetto al parer de la M.V. e del Mag.co M. Zo. Pedro, che non è mancho suo interesse che mio: sì che in nome di Dio, fàciassi quello che a l'uno e l'altro pare circa questo, ch'io ne serò contentissimo.
[8] M. Cesare presto serà al Poggio. Per lui la M.V. mi avisarà ciò che serà fatto: forsi ch'io per lui avisarò che se mi mandino quelli tre cavalli che son lì. Intendo che M. Carlo de li Uberti ha un bon cavallo: prego la M.V. ad intenderlo, e mandarmi a dire la persona, el mantello, e la età, et il precio.
[9] Mando alla M.V. tre para de guanti, de li megliori ch'io abbia. Ho hauto li 45 duccati dal Co. Ludovico, e fatto cerchar per tutto de Evangelista: non ne trovo horma. Venendo, ge ne farò parte. Fra tanto la M.V. me ne mandi de li altri, aciò ch'io possa satisfare a quelli debiti che la sa.
Alla M.V. continue mi raco.do.
Bononie, 8 Iunij MDX.
De V. M.
Ob. Fi.
Bal. Casti. ||

Mag.ce ac Generose domine domine Aluisiae de Castiliono matri sue hon.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 176-177.