171. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 25 ottobre 1509

Mag.ca ac Generosa Domina et Mater honor. [1] Per Pedrone e Zorzo ho hauto il cavallo, e tutto il resto che la M.V. mi scrive: dil che la ringratio quanto più posso. Aspettarò l'altro scuffiotto quando serà fornito. Le pelle m'hanno pur satisfatto assai bene.
[2] Credo che la M.V. haverà hauta un'altra mia mandata per un cavallaro che, quatro dì sono, se partì de qui. La infirmità mia, non è maraviglia che habbia lassato queste relliquie, perché in effetto è stata di mala sorte; pur mi sento repliar forza ogni dì, ma la testa è greva, e piena di catarro, cum un poco di doglia, e tinito in una orechia. Spero in Dio che anchor questo passerà: da me non mancha.
[3] De la venuta de la S.ra D.ssa nostra: serà ogni modo, per molti rispetti, max.e perch'el papa vole, e presto. Maravìgliomi molto che M.a Alda la facesse così dubiosa, perché era terminata, p.a che lo Arloio venisse. Ma M.a Alda dovete voler far il secreto. [4] Parlando cum la S.ra D.ssa di questa sua venuta, più volte Sua Ex.tia mi ha ditto voler ogni modo far instantia de condur la M.V. in qua: il che a me serà grat.mo, e la prego che la sij contenta venirli a far penitentia cum nui qualche giorni. [5] Credo anchor per esser fatti li racolti, et assettate le cose de casa, non serà molto disconcio, e la M.V. potrà lassare ordine de la casa a li fattori, e de ciò che serà bisogno: sì che la pò securmente cominciarsi a mettere ad ordine di cavalchature, et altre cose per el viaggio, che indubitatamente la S.ra D.ssa recercherà di condurvi.
[6] S'io havesse qualche bona mulla, o vero achinea, la manderei; credo che la M.V. potrà trovarne facilmente in prestito, perché niuna donna credo non venirà in qua, excetto che le donzele. E di questo non vorei per niente che la M.V. ne parlasse, fin che la D.ssa non sia lì, excetto che cum pochi, aciò che non paresse che noi havessimo mendicata questa cosa.
[7] Piacemi ch'el Balzanello sia meliorato; e quando el serà in bon termine, parendo a Sebastiano, crederei ch'el fosse bona cosa darli il fuoco a tutte quatro le gambe. Pur mi rimetto, a Bastiano, il quale racomando alla M.V. e prègola che la ge faci intendere, ch'io ge l'ho racomandato per mie lettere, aciò ch'el sia più sollicito e diligente intorno a li cavalli. [8] Li quali vorei che mi fossero tutti for di la stalla, perché in effetto tutti sono diffettosi, e di poca persona: che questo anno che li boni cavalli mi bisognavano, mi sono trovato peggio a cavallo che fosse mai, tanto che spesso ne stavo di mala voglia. El Frisone era tropo greve, e pegro; el Buffone matto et ostinato, el Papagallo e 'l Carpegnolo di poca persona.
[9] Sì che io ho delliberato ad ogni modo mettermi bene a cavallo, e non tenerne niuno, se non è del Reame, perché quando havemo fatto e fatto, pochi paesani rieschono: sì che per questo me ne liberarei voluntieri. [10] S'el paresse anchor a Sebastiano ch'el conzare il Buffone, fosse senza periculo di morte, e dovesse lassare quelle sue pacìe, anchor di questo me rimetto, benché chi lo volesse comprare, haria forsi più caro ch'el fosse integro. Io vorei farne danari per spenderli in un migliore.
[11] Quelli dui brachi de la cagna de Inghilterra, la M.V. li facia attendere bene, perché non vorei per niente che ne perdessimo la razza. Francescho de Batista viene in là cum animo de dimandarne un paro alla M.V. [12] Io scriverò: se ce ne sono, che la M.V. ge li dia, et harei caro ch'el fosse servito; ma non di quelli dui, perché tal sorte di brachi è in grand.ma estima, max.e a Roma. Mi serà anchor cara quella livrerola, se serà bona.
[13] De le cose de Milano: serà bono replichare a questo M. Baldesar, perché homai non gli è più che dui mesi di termine per rischotere quelle possessioni. Carlo mi ha scritto offerendosi andar a Milano; io gli respondo la qui alligata, ringratiatoria, e confortatoria: la cosa è da sollicitare. [14] Saprei anchor voluntieri di quelle cose di Brontonico ciò che è successo. El sparavero da letto ch'io desidero, vorei che fosse più presto grande che picolo, perché non possono essere così grandi che non stiano bene ad ogni picolo letto.
[15] Mandasi a Christoforo un morso ch'el mi ha mandato a dimandare. Sella al proposito non ho qui: la M.V. ge ne pò far fare una per cavalchar tutti quelli poletri. [16] Ho pensato che forsi seria bono scrivere a M.a Alda, se forsi se ritrovasse vendita lì a Bressa per li nostri cavalli: et anchor essendo lì Marco Seccho nostro, come mi ha detto Pedrone ch'el se aspettava, potria scriver a qualche suo amico. Il tutto rimetto a V. M. Pur, essendo lì Marco, quella me li racomandi, e lo acarezi, perché lo merita, benché so non bisogna dar tal racordo.
[17] El S.r Ludovico da Carpi è stato qui, e dice haver hauto risposta da Milano circa la cosa nostra, la resolutione de la quale è questa: che questi Borromei tutti senza exceptione desiderano esser nostri parenti, e voluntieri, e donne et homini.
[18] La figliola de M. Marchesino Stanga è stata et è in praticha de maritarse, benché si crede non reuscirà. Non facendosi questo, che credo sia uno figliolo del S.r Ghiberto da Corregia, sono contenti darmela a me. La giovanne dicono che è di 14 anni, grande, acostumata, et assai bella; la dote, diece milia ducati de moneta milanese. [19] Non si facendo questo, voriano darme una figliola del Cavalliero, la quale el S.r Lud. dice haver vista: grande, e di età conveniente, e bene allevata. E proferischono 6 m.a ducati d'oro, cum patto ch'io li facesse fine de la roba de la matre, la quale è morta senza testamento, e per questo, avegna che la habbia un figliol maschio, li femine hereditano così come li maschi. Pur el S.r Lud. offerisse de farmi dare otto milia ducati d'oro. Esso S.r Lu. è andato a Roma: fra 8 dì serà qui. Ne reparlarimo.
[20] Fra tanto harei caro che la M.V. di novo se informasse de la età, e condicione de quelle figliole del Co. Ghiberto, e poi me avisasse il parer suo, perché el S.r Lud. mostra che questi gentilhomini habiano gran desiderio di questa cosa. Dio facia il meglio. [21] Io aspettarò la M.V. cum desiderio, pregandola che la si sforci portar seco qualche denari, perché nui non havimo tanta carestia d'alcun'altra cosa, come di questo.
Alla M.V. continue mi racomando, et a tutti li nostri, max.e a Sor Laura, alla quale scriverei, ma non posso più.
Urbini, XXV octobris MDIX.
Di V. M.
Ob. F.
B. C.

Mag.ce ac Generosae Dominae matri hon. Domine Aluisiae de Castiliono


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 168-169.