17. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Francesco

Roma (RM), 4 ottobre 1503

Ill.mo et Ex.mo S.r mio. [1] Non havendo io potuto cussì presto esser da la Ex.tia Vostra come desiderava, e come era el debito mio, mi è parso dargli aviso, secundo che a dui del presente son gionto qui in Roma. E meco è Maestro Matheo Grignan, e Marsilio Trombetta, e Rigellino, e Carlo da Bardellone, e Carlo dal Gallo: tutti in grand.mo despiacere non potendo venir da la Ex.tia Vostra. [2] Che altro desiderio non ho io al mundo, che servirla e specialmente in questi tempi, ma le strate sonno tanto mal secure, che siamo certi de esser svaligiati mettendosi in via senza grossissima scorta. Cussì la prima compagnia che venga che sia secura, passarimo anchor nui: o de Orsini, o d'altri. [3] E la causa ch'io habia tardato fin a quest'hora, è stata ch'io havea delliberato de atrovar un bon cavallo, e per la gran carestia che n'è, ho bisognato cercar tutto el stato de Milano, fin in Piamonte, e a fatich‹a› ne ho hauto uno. E subito me gli sonno intervenute de molte desgratie: pur spero condurlo. [4] Ma io non desidero altro se non esser dove è la Ex.tia Vostra, a cavallo, o a piedi, per spender questa povera vita in servitio de quella, e mostrargli una volta la servitù mia: che magior gratia non posso havere al mundo. E cussì Dio me la conceda.
A la Ex.tia Vostra sempre humilmente mi racomando: el simile fa tutta la compagnia. Romae, 4 octobris MDIIJ.
De Vostra Ex.tia
Fidelissimo Servo
Baldesar Castiglione ||

A lo Ill.mo et Ex.mo S.r Marchese di Mantua Unico S.r mio honor. de la X.ma M.tà ‹Locotene›nte generale


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 855, c. 189.