165. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 5 settembre 1509

Mag.ca ac Generosa Domina et mater hon.da. [1] Per uno de' nostri cavallari ho haute due lettere de la M.V., l'una de XXVIIJ, l'altra de XXVIIIJ del passato. Non responderò particularm.te alla prima, perché la M.V. e per lettere mie portate per m. Cesare, et forse a bocha da lui haverà inteso parte de la risposta. [2] A quella parte che mi scrive la M.V. havere parlato con mons. R.mo lo legato: ringratio Sua S. R.ma de la cura che tiene di me: et certo l'à monstrato in ogni cosa, et specialm.te in questa mia infirmità, mandandomi ad visitare con molte amorevole proferte.
[3] Del venire mio ad mutare aera, non mi pareria che per hora se n'havesse a parlare, perché io ho d'andare a S. Maria del Oreto et a Fiorenza per voto, et a questo penso atten.re prima che ad ogni altra cosa: il che non sarà exequito per tutto questo mese, et forse un poco de l'altro. In questo tempo si potrà pigliare quello consiglio che secondo li successi de le cose ce parerà migliore.
[4] De le cose nostre da Milano mi doglio de la dapoccagine di coloro a cui noi gli havemo commesso, perché l'andare mio a Milano, non vedo come possi essere così presto. Solo me pesa che ‹qu›ell'altre possessione, oltra il bosco, el qual credo non ci possa fugire per essere fatto el diposito de li denari, potriano spirare, perché el termine si è per tutto questo anno, che finisce el p.o dì de genaro proximo che viene. [5] Onde saria bisogno fare el deposito de quell'altre possessione, come è stato fatto d‹e›l bosco, nanti che questo termine spirasse, o vero farsi con qualche modo allunghare el termine delle gratie de riscoterle. Sì che per questo effetto forse non saria mal mandarvi un homo a posta, almancho aciò che quelle scritture, che sono in mano de m. Hier.o da Castilione non si disperdessero.
[6] Pure el tutto rimetto al parere de la M.V., la quale prego che ogni volta che gli occorre mi voglia advisare come stanno li mei cavalli, et come vanno, et ciò che ne dice Christophoro. Et come si pò, la prego li faccia cavalcare al Scardova, o vero ad qualcuno de li soi compagni; et accadendoli, fare quanto nelle altre mie ho scritto. [7] Del resto non replicarò altrimente. Li ho anchor scritto una lettera, dapoi che m. Cesare venne a Mantua, per Ludovico da Montefiore, la quale credo vegnirà dopoi questa.
[8] Io per la Dio gratia sto bene, et quelle fummanelle di febre m'hanno hormai lassato in tutto, sì che io attendo ad ristorarmi, che pur son debile.
Altro non scrivo, se non che alla M.V. sempre me rac.do.
Urbinj, V Sept. 1509.
Di V. M.
Obe. Figliolo
Baldesar Castilione

‹Mag.cae› ac Generosae Dominae D. Aluisiae ‹d›e Castiliono, matri honor.de


Missiva non autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 159.