162. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 21 agosto 1509

Mag.ce ac Generose Domine et Mater hon. [1] La M.V. non se maravigli se io non li scrivo de mano propria, perché questo messo me ha colto in lecto, dove pur ogni dì sto per bon spatio per anchora, per essere assai debile, per la malatia passata, che pur è stata di mala sorte. Dio sia laudato, poiché è terminato in bene.
[2] Hebbi le lettere della M.V. de cinque d'ogosto, portate per Pedrone. Dipoi alquanto dì, hebbi quelle portate per Chatani del primo d'ogosto. Non farò risposta particulare ad ogni cosa. Aspetto con desiderio et presto il mulatiero con le robe che ha da condure; et dipoi, quanto più presto sarà pos.le, Zan Martino, per mille respecti che me importano, max. per quelli danari.
[3] Delli mei puledri saràmi charo inten.re che stiano bene. Pure quello Balzanello, acascando alla M.V. venderlo per bene et pigliare in pagam.to ciò che sia, a me piacerà, perché mal voluntieri tengo in casa cavalli che habbino diffecto. [4] E se Sancto da Gonz‹aga› lo vole per quello pretio che scrive la M.V., crederei fusse bene darglielo. Li altri credo adesso sarano ben governati, essendo lì Christophoro. Quando la M.V. potrà farli cavalcharli qualche poco a quelli cavalcatori del S. Marchese, me sarà molto charo.
[5] Occorrendo anchora qualche bona vendita per il Buffone, harei molto a charo. Del Frisone mio V. M. l'harà visto, però non gliene scrivo altro. Piacemi havere inteso delle raccolte nostre di là, et anchora delle cose nostre di Bruntonico, la M.V. spera recuperare. [6] Harei caro sapere ciò che è mai successo de quelle di Milano, perché per tutto questo anno solo, dove siamo dentro, dura la gratia del riscotere.
Altro non scrivo a la M.V., se non che a quella sempre me rac.do, et a tutti li altri nostri.
Data in Urbino, alli XXJ di ogosto 1509.
Io penso andar questo settembre a Santa Maria de Loreto per voto; poi venire se Dio vorà in loco dove possi parlare alla M.V., che molto desidero, max.e de certi partiti che mi sono stati cignati: l'uno si è una figliola che fu de M. Marchesino Stanga; l'altra una nepote del vescovo de Asti, quale è da Triultio. Chi me ne parlò non è qui, e parlòmene quasi fugendo. V. M. haria forsi modo de intendere che cosa è.
Alla M.V. et a tutti li nostri mi racomando.
Di V. M.
Ob. Fi.
B. Castilione ||

Mag.cae ac Generosae Dominae Aluisiae de Castiliono, Matri honoran. etc.


Missiva non autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 154-155.