156. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 29 marzo 1509

Mag.ca ac Generosa Dominae et Mater honor. [1] Venendo questo messo, che è Catanio nostro, ho vogliuto scrivere queste poche parole a V. M. facendoli intendere come tutti siamo per Dio gratia sani. Desidero assai intendere de la M.V. el medemo.
[2] Qui nui stiamo cum opinione de cavalchare: credo anchor che da le bande di là non se stii senza sospetto. Vorei che la M.V. inviasse quelle arme mie fino a Bologna in mano de M. Camillo Paleotto, o vero del S.r Ludovico da Carpi, scrivendoli che sono cose mie, e che le volesse tenere fino che li avisassi altro mì. E poi V. M. mi potria scrivere de la agionta loro.
[3] Prego anchor la M.V. che, potendo, voglia mandarmi quelli denari ch'io a questi dì li scrissi, perché ne harò pur bisogno; et avegna che questo messo sij securissimo, pur mandandoli V. M. harei caro che la li facesse dare a Benedetto Codil‹ovo›, e far che lui li desse a Catanio, dicendoli che fossero denari de Madamma Duchessa nostra qui; e questo dico, perché non ne pigli altramente securtà. Benché ogni mia cosa è sua, pur adesso ho bisogno assai.
Alla M.V. continue mi racomando, et a tutti li nostri.
Urbini, XXIX Martij MDIIIJ.
De V. M.
Ob. Fi.
B. C. ||

Mag.cae ac Generosae Domine Aluisiae de Castiliono, Matri ‹sue› h‹on›or. Mantuae


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 149.