148. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 3 febbraio 1509

Mag.ca ac Generosa Domina et Mater honor. [1] Forsi che la M.V. se maraviglierà ch'io non li scrivesse per el staphero de M. Cesari, ma havendo per Pagano da la Torre e per M. Cesari pur scritto, mi parea haver satisfatto assai. [2] Hora, benché non mi occorra cosa alcuna, voglio pur avisare V. M. del ben star mio, per Dio gratia. M.a Polixena harà hauto una lettera de la S.ra D.ssa; la si deve confortare, che almancho lei non è restata come quella poveretta M.a Margaritta Sanseverina, che ha perso un marito sano gagliardo, che tanto la amava, et è restata senza figlioli, senza robba, for di casa sua. Io sto aspettando de intendere de li triumphi che si fanno a Mantua. De le cose nostre, M. Cesare debbe haverne raguagliato la M.V.
[3] Aspetto cum desiderio sapere qualche cosa de Pelalocho, et quanto al desiderio mio serei molto più contento che se facesse el contratto cum qualche mantuano, che fori, per non havere a dimandar licentia de vendere.
[4] De Milano, mi maraviglio che quello M. Antonio da Castilione non accetti li denari, havendo M. Baldesar la carta di procura. La M.V. li ha risposto bene a proposito; mi maraviglio che lui habbia rivoluto la lettera sua, e serei contento che la M.V. l'havesse tenuta per testimonio che la offerta de li denari li è stata fatta a tempo. [5] Mi maraviglio ben che M. Hieronimo non venga di bone gambe a questa cosa, e più me ne maravigliarei se desse più credito a M. Baldesaro de quello che facio; che in effetto lui è un gran sempio, e dice assai volte quello ch'el non sa. S'el achadesse qualche uno che andasse a Milano e tornasse, seria bono scriverne una parola ‹a›l ditto M. Hieronimo, e farli anchor parlare a bocha, per non lassar refredire la ‹c›osa.
[6] Io non ho scritto a M. Antonio, perché havendoli fatto scrivere la M.V. in nome mio credo che basti. Desidero sapere se la M.V. hebbe quelle lettere che andavano a Vineggia, per le cose di là.
[7] Aspetto cum desiderio quelli pezzi d'arme miei da Milano, che sono una celata, et il barbotto, arnese e schinere, un paro de brazali e guanti; e cum questi muli che tornerano del S.r D.ca nostro le vorei. Aspetto anchor cum maior desiderio quelli denari de ch'io ho scritto alla M.V., che in effetto ne ho grand.mo bisogno, e forza mi è trovarli: non vorei già bisalachi, che qui se ne perde troppo.
Altro non scrivo, se non che alla M.V. sempre di core mi racomando.
Urbini, 3º februarij MDIX.
De V. M.
Ob. Fi.
B. Castilione

Quando el S.r D.ca virà in qua, avisarò Christoforo cum quali cavalli anchor lui doverà venire in qua. Li racomando tutti alla M.V.


Mag.cae ac Generose Dominae Aluisiae de Castiliono, Matri sue honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 138.