145. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 27 dicembre 1508

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] Le qui alligate credo che seranno vechie, e questo è, perch'io sono stato agabato da uno cavallaro: pur seranno a tempo assai. Per hora non mi occorre replichare altro a la M.V. se non racordarli quelle cose ch'io li lassai in memoriale, de le quale desidero assai intendere el successo: così de Pelalocho, come de le cose de Milano.
[2] So che la M.V. desidera sapere ciò che si fa del parentato: per anchora non si è potuto far altro. Per me non si mancha: non si è potuto fin qui accellerare più. El tutto spero in Dio reusirà bene; tropo longo seria scrivere le cause, e' movimenti e le parole. [3] Bernardino staphero restò lì amalato: non so come el stia adesso. Harei caro, quando el sia guarito, che la M.V. me lo mandasse, perché ne ho pur bisogno. Vorei ch'el facesse la via di Ferrara. [4] E perché anchor sono alcune robe de le nostre che io portai de Ingilterra, che restorno al Bondeno, e poi forno portate a Fossato Zeniolo (come Bernardino del tutto è informato), che mai non si sono habute, perché quello officiale non le ha mai volute dare senza comandamento del duca di Ferrara, io scrivo la qui alligata al Bagno, pregandolo che voglia fare havere una lettera a ditto, ch'è Bernardino, a ditto officiale che li voglia consignare quelle robe: che sono tre archi di legno in una guaina, et una tela depinta, et una camisa. [5] Le cose sono de poco momento; pur io le vorei. Non serà bisogno che Bernardino le facia specificare ne la lettera del Duca, ma solo li archi con el resto di che lui li darà contrasegno. Quella tela si è un crucifisso.
[6] Così, quando el sia guarito, e che a la M.V. piacia, io harò caro ch'el venga, e per lui esser avisato de ciò che ho detto di sopra, e come sta il Buffone, el quale vorei che venisse (s'el sta bene), come fossero callati questi mali tempi. Pur di questo lo avisarò io a tempo. E li poletri vorei sapere come stanno, e vanno, paghando Pietro Antonio cavalchatore per mia parte de proferte larghissime, etc.
[7] Questo frate confessore de la M.V. o vero è desgratiato lui, o io in dimandare. Mando qui alligata una lettera del Secretario del R.mo Legato di Bologna, il quale horamai è gionto a Roma. Racordandomi che ho visti molti frati che hanno questa auctorità, parmi che sia facile: vedendo la difficultà che fanno costoro parmi difficile. [8] Credo che ogni modo serà di qualche spesa, perché bisognerà expedirsi per via di bulla. Pur se la information‹e› serà più ampla, non si resterà per quello; ciò è: che si sapia el nome, cognome, diocisi et ordine, come scrive questo secretario.
[9] El S.r D. nostro, credo fra dui dì anderà a Roma; tornerà subito, poi venirà a Mantua, credo; pur le cose non sono così chiare. Questa andata di Roma resolverà ogni cosa: di questo la M.V. lo tengha pre‹sso› di sé.
Io a quella sempre mi racomando, et a tutti li nostri.
Urbini, 27 Decembris MDVIIJ.
Qui havemo hauto una neve più alta che sia stata a memoria de homini vivi in questo paese.
De V. M.
Obe. Fi.
B. C.

‹Mag.ce a›c generose Domine Aluisie de ‹Cast›iliono, Matri sue honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 133.