138. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 12 settembre 1508

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] A questi dì ho recevuto due de la M.V. a me grat.me. Nui farimo pur la nostra mostra, in ogni modo, e presto, a Bologna: che credo ogni modo serà a mezo octobre. Et alhor la venuta mia a Casatico non si potrà più alongare, che in ogni modo serò lì. Vero è che fin qui, io son stato poco aventurato in queste venute. [2] Ho inteso in quanti travagli se ritrova la M.V. per questi sei cento ducati da dare a M. Iacomo: che mi dole insino al core. Io non saprei mai che rimedio pigliarci: il tutto rimetto a la M.V. De queste poche gioiette riscosse, seria pur bon tenerle, per valersene, e max.e adesso facendosi questo parentado, per non mostrar anchor nui d'essere in tutto annullati. A M.a Ludovica, havendo ad essere presta la venuta mia in là, non scriverò altramente.
[3] De quello cavallo del R.do Monsig.r Vescovo nostro non ho fatto altra instantia, perché Sua S. lo canta tropo. Harei a caro intendere per qualche via, se la M.V. li havesse modo alcuno, che è venuto de Evangelista Zurla, e se M. Iacomo suo patre ha più quel cavallo morello, ch'io desiderai già de havere, e non poti. [4] Del mio poletro che ha male a quel pede, me rincresce; pur suo danno. Prego la M.V. che voglia quanto sta a lei farlo curare; ma questi rizoli è un male, che assai facilmente va via, poi torna. [5] Ma se questo se ne liberasse, harei caro che se li desse el foco a tutte quatro le gambe, ma destramente, e con bon modo: che non li veniria mai più, né rizoli né altro male. Se questo paresse a Maestro Paulo, a me piaceria. Non so mo' se lui sia bon maestro da dar foco: credo che adesso seria bon tempo. Il tutto rimetto a la M.V.
[6] De li mei famigli, e de sue questioni, la M.V. non se ne pigli affanno, che non è cosa che importi. Li denari de Mad. Emilia, V. M. li pò tenire così fin tanto ch'io li aviso altro, salvo se a lei non accadesse qualche fidato messo, che alhor mi piaceria che fossero mandati. [7] De quelle cose nostre de milanese: io desidero sop.a ogni cosa che nui le rescodiamo, a la venuta mia, forsi che per quel cunto me transferirò fin a Milano. El portator di questa potria esser m. Cesare nostro, il quale credo che sia per venire per el S.r D. al S.r Marchese; pur non lo so certo.
Altro non mi occorre per hora de scrivere alla M.V., se non che a quella sempre di core mi racomando; così a tutti li nostri.
Urbini, 12 Septembris MDVIIJº.
De V. M.
Ob. Filiolo
B. C.

Mag.ce ac generose Dominae Aluisie de Castiliono, Matri suae honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 126.