131. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 15 giugno 1508

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] Per Ambrosio cavallaro ho recevuto una de V. M. de 8 del presente, a la quale non responderò particularmente. Solo circha la nostra praticha: ho visto in tutto el parere de la M.V. il quale laudo assai, e così continuamente a me sono piaciute le condicione da ogni banda, per ogni rispetto. [2] Vero è che questa dote a me pare pur pocha, et in effetto non bastante a levarci questi nostri fastidij, li quali mi cruciano adesso assai; ma s'io fossi poi ancho‹r› carico di moglie cum li medemi, mi cruciariano molto più, che adesso parmi che in ogni loco sia bona stanza per me, alhor non seria così. [3] E per mettermi a vivere con un famiglio e una muletta, io no 'l faria mai adesso, e mancho alhora. Questo dico per quello che me scrive la M.V. s'io vorò mettere bon sesto al vivere e spender mio; che in effetto io la filo più sutile che mi è possibile.
[4] Io sono stato assai pregato de volere un poco poco soprasedere a questa praticha, per havere una risposta de questa Martinenga, perché in effetto quando questi fossero 14 m.a ducati, e che adesso ne dovessimo havere cinque o sei m.a, riguardando pur a la casa, e lei che è unica figliola, in una bona cità, ch'è pur vicina a noi, potria dire havere un nido che non mi manchasse mai, et una facultà che ci levasse tutti li travagli: che, siati certa M.a che li denari sono quelli che fanno il favore. [5] S'io havesse le mie facultà libere, cum questa agionta, non temerei ch'el mi manchasse favore. Sì che io ho delliberato tenere anchor un poco la cosa sospesa, cum bon modo, per intender ciò che ne è. [6] Prego anchor la M.V. che per quella via che li pare megliore e più presta, volia tocharne il fondo, et avisarmene più presto che la pote: che quando fosseno queste particularitati per aventura non seria cosa da sprezare. Dio ce inspiri de far quello che sia il meglio. Di questo non dirò altro: solo prego la M.V. de quanto ho scritto di sop.a.
[7] Li mei cavalli: più che posso li racomando a V. M., e desidero assai che siano cavalchati, ma non da Ponchino per niente, che non li ho devotione. Questi dui più grandi dovriano mo' sapere andare; li altri tre, vorei che cominciasseno ad esser disgrossati, perché el tempo ne è, hormai, et a questo principio quello garzone proprio che li governa seria bono. Aspetto cum devotione questo.
[8] El debito ch'io ho cum Monsig.r R.mo di Ferrara si è circa cento e cinquanta ducati, e come che sia, desidero assai sbrigarmene: e se la M.V. potesse ritrovare quelli cento, io mi sforcerei tanto, che forsi troverei quelli cinquanta. [9] E se pur non li potesse ritrovare, dandone cento, seria segno de non mi scordare il debito. Sì che la M.V. facia mo' circa a questo ciò che li piace: io desidero assai mantenermi quella servitù.
[10] A me pare de haver pur scritto a la M.V. come la S.ra Duchessa è restata al governo di questo stato, cum grand.mo favore de Nostro Sig.re, e grande observantia e reverentia li è portata dal S.r D. novo. El S.r D. di felice memoria li lassa 14 m.a duccati oltre la dota sua, e le spese secundo la sua condicione. [11] Così Sua Ex.tia è stata assicurata de 18 m.a ducati, che s'hebbero in più volte da Mantua, e de questi altri 14, che sono 32, e confirmate anchor alcune altre cose che li donò el S.r D. felice me. vivendo.
[12] El parentato di Mantua, el papa lo desidera assai, e per questo cunto, M. Alexandro nostro da Rezo è venuto a Mantua: credo se farà, e presto.
[13] M. Cesare et io siamo restati a servitio del S.r D. novo, al medemo modo che eravamo cum l'altro. Altro non havimo qui di novo.
[14] Credo che la M.V. serà satisfatta da me per questa volta, che ho pur scritto assai. Ma in vero fugo la faticha: pur quando haverò un cancelliero, scriverò tanto a la M.V. che li venirò in fastidio. [15] Mi è dogliuto sopramodo de quello poveretto M. Hercule Stroza; Dio habbia l'anima sua. Me dole assai de quella povera puta de la Leonora; prego la M.V. se condoglia seco in nome mio, che certo li ho gran compassione e per questo e per altro.
Non serò più longo: solo mi racomando a la M.V. senza fine, et a tutti li nostri. Urbini, XV Iunij MDVIIJº.
De V. M.
Ob. Fi.
B. C. ||

Mag.cae ac generosae Dominae Aluisiae de Castiliono, Matri suae honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 118-119.