125. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 29 aprile 1508

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] Molti dì sono ch'io non ho scritto a la M.V., per esser stato assai occupato. In ultimo le occupation mie, se sono resolute in perdere el sig.r mio patrone, cum grand.ma amaritudine: che se la perdita è stata grand.ma per tutta Italia de un tal Sig.re, maior è stata per nui: patientia. [2] La S.ra Duchessa è pur tribulata assai, ma bisogna che anchor lei se dia pace. Le cose de Sua Ex.tia, al male, passeranno pur credo bene. Quando la M.V. gli havesse scritto, non seria stato se non bene.
[3] Io son stato ad Eugubio, perché in questa mutation de stato se estimava che quella terra dovesse far qualche tumulto, per esser potente de homini, e molte inimicicie. Pur Dio non ha vogliuto mal alcuno, che le cose sono andate bene, e quelli homini tutti mi sono stati obedientissimi. Io sono ritornato ad Urbino, ne le lachryme, e ne le tenebre.
[4] Del esser mio: credo pur ch'io resterò col S.r D. novo con la medema conditione, perché Sua Ex.tia mostra molto vedermi voluntiera, et anchor la S.tà del Nostro Sig.re pare che desidera che M. Cesare et io restiamo. Fra tanto non cesserò de far il mio debito, verso la S.ra Duchessa, e S.r Duca.
[5] De M. Iacomo nostro mi dol fin al core. Dio li concedi sanità, ch'el mi pare de haver pieno el cervello de gotte maledette, che hanno pur hauto tropo forza.
[6] Me piace che Mezo Prete habbia preso acordo. E de quello ch'el dice non haver hauto il resto de quelle robe, credo ch'el menti per la gola; pur s'el vole venir ad Urbino, per farmi havere queste mie maglie, la M.V. gli dia la fede mia ch'el non li serà fatto mal alcuno per questo cunto cioè, ch'io non gli voglio già promettere s'el havesse fatta qualche altra ribaldaria: per questo lo assicuro.
[7] La M.V. se degni racomandarmi a Francescho da Bagno, e ringratiarlo per me di questa opera, e ch'el me perdoni s'io non li scrivo, perché sono tropo afflitto. Ma le sue tutte mi sono pervenute, e quelle de M. Guido.
[8] Quando le cose nostre seranno un poco meglio assettate, pensarò el modo de vedere la M.V., ch'io lo desidero assai. Li mei poledri li racomando a la M.V. Quando seranno levati da l'herba, prègola che vedi se gli è possibile che siano cavalchati un pezzo da Bruscho, o dal Scardoa: ciò è quelli dui magiori, ch'io li manderò poi a tòrre. [9] Del viver mio cum rispetto, la M.V. non se ne pigli altro affanno, che pur hormai sono deslatato.
A quella sempre di core mi racomando.
Urbini, 29 Aprilis MDVIIJ.
De V. M.
Obe. Figliol
B. Castilione

Mag.ce ac generose Domine Aluisie de Castiliono, Matri sue honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 113.