119. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 17 febbraio 1508

R.mo et Ill.mo Unico S.re e Patron mio. [1] A questi dì passati V. S. R.ma me scrisse ch'io volesse fare intendere al S.r Duca mio, et al S.r prefetto, come Francescho de Marchetto, el quale havea da combattere cum Giohan Alphonso da Napoli, era homo suo; e ch'io al poter mio operasse che non li fosse fatto nel combattere se non la ragione.[2] Di questa voluntà de V. S. più al longo me scrisse el Bagno. Io non resposi a lei, per essermi sentito amalato, assai grave, e sentirme anchora: niente di meno, feci intendere al S.r D. et al S.r prefetto il tutto. Il quale mi rispose esser per haver più rispetto a quelli de V. S. che a li suoi proprij; e così son certo che seria stato.
[3] Dapoi è successo quello che credo V. S. R.ma habbia inteso; ond'io ne ho hauto despiacere grand.mo, et èmene dogliu‹to› in sino al core: che se bene io non potevo esser presente, havevo ordinato che non li manchariano gente che hariano fatto el medemo che io. In questo non sapria che altro mi fare. ‹Se› V. S. vorà ch'io facia alcuna cosa circa questo, né circa altro, son per metterli la vita.
Al Bagno scrivo di questo un poco più difuso, et a V. S. R.ma baso le mani.
Urbini, 17 Februarij MDVIIJº.
De V. Ill.ma S.
Servitor fidelissimo
Baldesar Castilione ||

Al R.mo et Ill.mo Unico S.r e patron mio, el S.r Car.le di Ferrara


Missiva autografa. Modena (MO), Archivio di Stato, Archivio Estense. Letterati: C, busta 14.