118. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 13 febbraio 1508

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] Ho recevuto una de V. M., portata per un messo del mandato lì del S.r Duca mio, de l'ult.o de zenaro: e p.a a M. Cesare non s'è manchato de ogni diligentia, di modo che spero in Dio lui resterà libero come prima. Queste son cose che acaschano; e quando anchor a me fosse intervenuto, bisogneria haver hauto patientia.
[2] De quello parentato a me proposto, io non mi ero fidato scriverne a la M.V. per sospetto che le lettere non andassero in sinistro; perché seria stato male per quella persona che me ne havea parlato, quale è stata la Gamba Curta: che parse che andasse a Napoli, e venne qui, per fugire l'ira. [3] Questa me ne parlò, proponendomi la qualità de la puta, la condicione de la casa, e la dote; ma non mi volse dir la persona. Io li diedi qualche intentione, ma non li afermai in tutto. Lei mi disse de scrivere, e che me saperia dire più inanti, et ogni cosa a puntino.
[4] Venne dapoi Petro da Baragnano, il quale mi parlò chiaramente per parte de M. Al., ben dicendo haver comissione de non nominar lei; e dissemi tutte le cose sopradette. Io a lui diedi anchor più intentione che non havevo fatto a la Gamba Curta: lui mi promise de venire a Mantua, e de parlarne di novo. [5] Io lo pregai ch'el volesse dirne a la M.V. il tutto. Mi maraviglio mo' assai ch'el non ce sia venuto. Quando le cose siano cum tutte quelle condicioni, a me non despiaceriano: io in questo mo', me rimetto a la M.V.
[6] A M. Iacomo Boschetto ho scritto a bastanza, e cum lui una lettera a la M. V, la quale credo che a quest'hora habbia hauta. De li fianchali mei, ne ho scritto a Zo. Francescho da Bagno. [7] Del mio putazo, non pensi la M.V. che la balordagine sua, sia per la nave; ma l'è pur lui tropo sempio e dapocho, e non sa far cosa alcuna, né una lettera al mondo, e pur non sa legere el libro de Morgante, né le Cento Novelle. Et io ho mal il modo de far le spese a gente de chi non mi serva in qualche cosa.
[8] Me piace assai intendere de li mei politri. Quando la M.V. mi potrà mandare quella faldiglia l'harò caro assai. Del confessore de la M.V. io ne ho scritto caldamente al Co. Ludovico, perché lui non è qui. De le robe mie mi sono satisfatte assai, ma anchor non le ho viste, per el mal camino che è da Rimino qui.
Non scriverò più longo a la M.V. se non sempre racomandandomeli, et così a tutti li altri nostri.
Urbini, 13 februarij MDVIIJº.
De V. M.
Ob. Figliolo
B. C.

Mag.ce ac generose domine Aluisie de Castiliono, Matri sue honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 108.