113. Castiglione, Baldassarre a D'Este, Ippolito

Urbino (PU), 16 dicembre 1507

R.mo et Ill.mo Unico S.re e Patron mio. [1] Forsi che a V. S. parerà ch'io habbia usato negligentia in fargli fare le tre selle che la mi scrisse: ma se la se racorderà come bugiardo e pigro sia maestro Buratto, non se maravigliarà se anchor ad Urbino se trovano sellari che estimano così ben l'honor suo come se facia maestro Buratto in dir bugie, e tutte queste altre belle cose.
[2] Hor sono fornite, Deo favente; io le mando a V. S. R.ma: credo che la ne serà satisfatta. Io non vi sono manchato de diligentia più che mi sia stato possibile. Resta solo che s'io posso servire V. S. R.ma in qualche altra cosa, la se degni comandarme. A quella sempre baso le mani, e devoto in bona gratia mi racoman.o.
[3] Qui nui aparechiamo un carnevaletto non malo; picolo, ma nui di questo si contentarimo, come interviene che li poveri di pocha richezza se contentano, e li ricchi a pena de li gran thesori.
A V. S. di novo baso le mani: el simile fa M. Cesare nostro.
Urbini, XVJ X.bris MDVIJ.
Quello che sempre desidera servire V. S.
Schiavo
Baldesar Castilione ||

Al R.mo et Ill.mo Unico S.re e patron mio, el S.r Car.le di Ferrara


Missiva autografa. Modena (MO), Archivio di Stato, Archivio Estense. Letterati: C, busta 14.