112. Castiglione, Baldassarre a D'Este, Ippolito

Urbino (PU), 8 dicembre 1507

R.mo et Ill.mo Unico sig.re e patron mio. [1] Dapoi ch'io non ho mai potuto, quelle volte che mi è acaschato venire a Ferrara, condurgli Barletta, la qual cosa credevo dover esser grata a V. S. R.ma, hora senza me ho procurato che esso vengha: el che, lui fa molto voluntiera.
[2] Sono ben stato sua securtà, apresso la Ill.ma S.ra mia, del ritornar presto: so che V. S. R.ma non ce lo retenerà tanto, ch'io pari bugiardo: che non vorei già, max.e apresso donne. Di questo non scriverò più al longo a V. S. R.ma.
[3] Quella deve anchor haver udito alcune cosete nostre, che ci sono accadute a questi dì; però io non pigliarò faticha de scriverle, dapoi ch'io son stato tanto, che mille altri le debono haver dette, e fatto quello oficio ch'io dovevo fare da principio, e sono manchato per pigritia mia consueta: V. S. mi perdoni, e s'io credesse che la non le sapesse a puntino, le scriverei.
[4] Le selle de V. S. R.ma sono pur mo' fornite; non passeranno tre dì che seranno in via per venire a Ferrara, e credo che piaceranno a V. S. R.ma, a la quale sempre devoto baso le mani, e in bona gratia mi racomando.
El medemo fa la S.ra Duchessa, che così mi ha comandato ogni volta ch'io scrivo. Urbini, 8 X.bris MDVIJ.
De V. S. R.ma
Fidelissimo Servitor
Baldesar Castilione ||

Al R.mo et Ill.mo Unico S.re e patron mio, el S.r Car.le di Ferrara


Missiva autografa. Modena (MO), Archivio di Stato, Archivio Estense. Letterati: C, busta 14.