111. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 2 dicembre 1507

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] Dal mandato del Mag.co Iuliano ho hauto una de V. M.; credo che lei a quest'hora n'habbia hauto un'altra mia da Alexandro; e forsi la nave è in via, che desidero assai. Però de quelle cose non replicharò.
[2] Non bisogna che la M.V. stia cum fastidio del caso de Zo. Andrea, che Dio li perdoni, perché queste cose, poi che son fatte non possono tornar indrieto. Ogni cosa è assettata cum la prudentia e desterità del S.r Duca: el S.r Praefetto è qui in bona gratia de Sua Ex.tia, e già si è scordato quello che non c'è più.
[3] Una sorella del S.r Prefetto, giovane credo de 18 anni, da marito, quale era a Roma cum la matre, hozi s'è hauto nova come è morta: cosa che ha dato despiacere assai al S.r Duca, perché cum quella si sperava dover far qualche honorevole parentato. Dio l'ha vogliuta per sé, perché l'era bona.
[4] Io desideraria medemamente parlare a la M.V., ma la sorte pare che ce sia molto contraria; pur io penso ogni modo, p.a che passi tropo, pigliar tempo de venire fin a loco che se potremo parlare. [5] Quella praticha non è per niente desperata, anci ogni dì se ne buta qualche parola, ma io non l'ho astretta, perché non si pò risolvere, fin che non si vede el certo di questa venuta del Imperatore, o sì, o no. Pur temptar qualche altra via non seria male, che l'un per l'altro se exequisce meglio.
[6] De li indicij de quello furto, non so se potrò mandarli per il presente, perché un testimonio è partito de qui. Manderòllo presto, ogni modo; cosa alcuna di valore non c'era, excetto quella falda e fianchali: del resto io ge ne facio un presente.
[7] Ma. Helena mi scrive del parentato de la Biancha: ne ho hauto apiacere assai, e così ne respondo a Sua M.
[8] Se per caso la nave non fosse partita, harei a caro che la M.V. me scrivesse per una sua queste parole: «Baldesar, ho cerchato assai per ritrovare un homo da bene, come tu me scrivevi: per fin qui non mi è accaduto cosa al proposito. Ma ragionando cum Gio. Martino, perché mi par sufficiente et amorevole, lo tastai s'el te serviria, havendo inteso ch'el era partito da M. Ce. Lui me rispose de sì. Io ti conforteria a pigliarlo, essendo contento M. Ces.» e tal parole, perch'io vorei mostrar questa lettera, poi, a M. Cesare.
Altro non scrivo a la M.V., se non che a quella sempre mi racomando, e li racomando quelli poletri ch'io li ho mandati.
Harò caro sapere quando la M.V. harà paghato el fitto di Casatico, e s'io posso sperare ch'el se paghi de lì niente del altro debito ch'io ho cum Monsig.r R.mo mio.
A la M.V. et a tutti li nostri sempre mi racomando.
Urbini, 2º Decembris MDVIJ.
De V. M.
Ob. F.
B. C.

Non scrivo a Gio. Martino, pensando ch'el sia in camino.


Mag.ce ac generosae Dominae Aluisiae de Castiliono Matri suae honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 104.