109. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 21 novembre 1507

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] Quando Dio ha voluto, pur è giunta questa benedetta licentia, da Vineggia, quale mando per Alexandro, lator presente, aciò che più presto che sia possibile, questa nostra aspettata nave se despedischa di là, s'el si pò. De questo non ne insto apresso la M.V. più, perché so ch'el non bisogna. [2] Mando per Alexandro tre poletri: uno vorei ch'el Scardoa lo cavalchasse, e lo assettasse, e che la M.V. lo facesse racomandare a Petro Antonio per parte mia, più che si pò, che qualche volta lo vedesse. Li altri dui, vorei che stessino di fora, et havessino del feno, e de la semola. [3] E questo famiglio da stalla ch'io mando lì, serà bono da governare questi dui, et anchor quelli altri che sono in casa. [4] E quando V. M. intendesse ch'el non li governasse bene, me ne avisi. De questo, Alexandro ne parlerà a V. M. Io desidero che siano ben governati, perché spero che reusciranno boni, et hora è tanta carestia de cavalli, che bisogna farne bona conserva.
[5] Vorei che la M.V. su questa nave mandasse quelle barde, e fornimenti da cavallo, ch'io lasciai lì, che doveano andar in Inghilterra, e sella, et ogni cosa: e per Dio, che non se guastino, e che Zo. Martino li habi bona cura.
[6] Io harei anchor bisogno de qualche para de lenzoli, per me, et anchor per la familia, che questi sono hormai frusti; qualche altra zacharetta poi, mi piaceria anchor, come quelle che scrissi a li dì passati a la M.V.
[7] Io vorei far un presente al S.r Duca de quatro o cinque para de caponi impastati, che fossero grassissimi. Per tanto prego la M.V. che non li havendo hora, o non parendoli de mandarli, la voglia farli fare; e vedere qual fosse meglior maestra, o mad. Polisenna, o mad. Francescha, perch'io li desidero molto.
[8] Io ho dato ad Alex.o tre ducati d'oro per venire in là. V. M. se ne facia rendere il cunto, e s'el ge ne avanza, potrà meterli a cunto suo; poi un ducato, ch'el ha hauto in una mano, e tre in un'altra, che son quatro, quali la M.V. metterà a suo cunto.
[9] Altro non mi occorre per hora, se non che, per Dio gratia tutti siamo sani, e desideramo intendere il medemo de la M.V. e de tutti li altri. Qualche novità che è stata qui in casa nostra, è pur passata cum qualche disturbo; niente di meno le cose sono acquetate: el S.r Praefetto è qui, senza altra memoria de fastidio alcuno.
A la M.V. sempre di core mi racomando, et a tutti li altri nostri.
Urbini, XXJ Novembris MDVIJ.
De V. M.
Obe. Filiolo
Bal. Castilione

Mag.ce ac generose Dominae Aluisiae de Castiliono, Matri suae honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 103.