106. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 18 ottobre 1507

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] Per Batista, e Zo. Martino de M. Cesare, ho hauto due lettere de la M.V., grate, intendendo il ben star di quella: che Dio ne sia laudato. El medemo è di me. De la venuta nostra a Bologna con el S.r Praefetto, non è stato niente, per essersi in tutto afredato el sospetto che nui havevamo de questi Bentivogli: sì che nui non venirimo per adesso.
[2] Piacemi assai che M. Iacomo habia voluto difalchare quelli otto per cento. De quelle nostre robe che haveano da venir per barcha, Zo. Martino mi ha fatto intendere a pieno el parer de M. Zo. Pedro. [3] Io non ho anchor potuto haver questa benedetta licentia da Venetia: come la sia venuta, mi resolverò qual mi parà meglio o mancho male, poi ne avisarò V. M. E deliberando che quelle robe vengano, quello garzone potrà venire insieme; se no, se pigliarà altro partito per farlo venire.
[4] Mando un poco de disegno de la cathena: credo ch'el bastarà per far conoscere el tutto: che altro non ci vole, se non farla ‹fare› tale, intorno intorno a l'arma.
[5] Qui nui siamo tutti sani. Prego la M.V. che la mi avisi se l'à hauto risposta alcuna de la lettera ch'io scrissi a Crema a M. Iacomo mio barba, per Francescho da Bagno. Qui se parla de questo Imperatore; non so ciò che serà.
A la M.V. sempre di core mi racomando, et a tutti li nostri.
Urbini, 18 octobris MDVIJ.
De V. M.
Obe. Fi.
Bald. Casti. ||

Mag.ce ac generose Domine Aluisie de Castiliono, Matri sue honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 100.